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Tieni questa bella cartina fuskia, nonno

 Venerdi 26 gennaio 2006 Di ritorno dall'asilo con il nonno, la bambina ha voluto passare dal tabaccaio a comprare il ĺecca-ĺecca. Ne has trovato uno, quasi color fucsia che le è caduto prima di averlo aperto. Usciti dal negozio, la bimba e il nonno, si sono accorti che il dolce si era rotto, ma la bambina lo ha tenuto, dicendo al nonno:"I pezzi piccoli li succhio a mano". Poi ha aggiunto, porgendo al nonno l',involucro del lecca-lecca:"Tieni questa bella cartina fuschia (fucsia), noonno, così, quando non ci sono, la guarderai e ti ricorderai di quando abbiamo comprato questo lecca-lecca". da "Storie della bambina anno 2007"

La Cattivosa

 La cattivosa  Allora, in via Rabipglio, nella cameretta di mamma piccola, vicino alla scrivania bianca, a volte, la bambina, diceva al nonno:"Facciamo la cattivosa, nonnno". Il nonno si mette il cappello, il mantello e i baffi di Capitan Uncino ( due ritagli dei moduli continui della stampante, appiccicati con il nastro adesivo) e diventa Il Capitano e la bambina diventa Spugna, il suo fedele nostromo. "Prepara il pezzo, Spugna" grida Capitan Uncino. Il nostromo (la bimba) porge al Capitano la scatola dei pezzi degli scacchi). Fuori, in volo tra le fronde degli alberi del giardino, stanno passando Peter Pan, Wendy, i suoi due fratellini e i bimbi sperduti del bosco . "Fuoco, fuoco" grida Capitan Uncino con voce irosa. Come tutte le altre volte, la palla di ferro del cannone, sfiora la comitiva  che raggiunge, felicemente, il Rifugio. "Danmazione. Ci sono sfuggiti!" Grida il Capitano. La bambina (Spugna) sorride, contenta.

Quando il nonno e la bambina andavano ai Giardini.

 Quel mattino, la  bimba indossava il  cappellino blu, gli occhialini da sole azzurri (càchìni) che, a sua richiesta (cerca i cachini, nonno) , il nonno ha comprato nel negozio di  ottica in piazza Marconi ad Asti. La piccola era vestita con una maglietta bianca e con i pantaloncini corti a striscia bianche e rosse e teneva in una mano "Il cestino dell'asilo della mamma piccola" pieno di cose meravigliose da mostrare agli amici. Salutata la nonna che oggi rimane a casa, il nonno e la bimba si dirigono verso i giardini del Don Bosco, tenendosi per mano; in via Rabioglio, i bambini stanno entrando nella scuola Buonarroti, la bimba lì vede e dice al nonno:"Bimbi, corre" e, stringendogli la mano, lo trascina in una corsa verso i bambini della scuola.  Poi nell'attraversare le strisce pedonali di via Conte Verde e di corso Dante, il nonno prende in braccio la piccola, per tenerla al sicuro. Ai giardini si trovano, spesso, nuovi amici. A tutte le bimbe e ai bimbi ...

Quando la bambina stav a per piangere

Allora, in via Petrarca , quando la mamma iu usciva a fare la spesa, il nonno passeggiava per la casa, con la bambina in braccio. Dopo un po' , la piccola si annoiava e stava per piangere. Allora il nonno le  diceva:"Aspetta, aspetta. Ti faccio vedere una cosa. Là bambina, in attesa di vedere se la cosa è interessante, non piange. "Facciamo toccofoglia e, cullaandola dolcemente, le fa toccare, con un piedino, la foglia verde di un P otus che prende da un mobile.  La bambina, incuriosita, non piange più e continua a passeggiare in braccio al nonno.  In un'altra versione del divertimento, il nonno dice alla piccola:"Aspetta, aspetta. Faremo dei passi lunghi e dei passi corti." Tenendo la bimba seduta in braccio, il nonno comincia a camminare per la casa, alternando passi lunghi a p assi brevi. La piccola, divertita, osserva le cose che paiono muoversi intorno a lei. Come era tutto bello e facile, allora!  

Tornando dai giardini

 Ai Giardini delle Fate, la bambina gioca con le amiche e con gli amici, va  sullo scivolo e gira sul Cocchio delle Fate. Al momento di tornare a casa, la bimba è stanca. Per percorrere i vialetti del giardino e la salita di via Nogaro, il nonno la porta in spalla a cavalluccio (an cavigiola). Quando la salita è finita, quando sta per lasciare la schiena del nonno, la bambina raccomanda:"Scendimi basso, nonno!". Il nonno si chiama a fatica, piegando le ginocchia e lascia la bimba con i piedi vicino al pavimento del marciapiedi. La bimba sorride, contenta. Giorni felici, quanta allegria!!!  

In via Bistolfi verso il parco giochi di Rio Crosio

 Il nonno e la bambina, camminano,  tenendosi per mano, sul lato destro della strada, sul marciapiede. Ogni tanto,  quando incontrano un auto parcheggiata, il nonno lascia la mano della bimba e passa sulla strada mentre la piccola prosegue "da sola"  sul marciapiede e, nascosta  dall'auto , scompare dalla vista del nonno, per alcuni istanti. Fintamete allarmato, il nonno esclama:"La bimba non c'è più!" Poi la bambina appare sul marciapiedi di fianco all'auto, con il viso illuminato da un sorriso per la prodezza compiuta  Poi il nonno e la bambina camminano verso il campo giochi, tenendosi per mano.  Intorno a loro, silenziosa, aleggia la felicità. 

Com'è bella la vita!

 Allora, in via Europa Unita, la mamma diceva alla bambina:"Vai da papà, chiedigli se vuole il caffè." La piccola andava dal suo papà e gli chiedeva:" Vuoi il faffè? Mentre la mamma preparava la cena, il papà e la bambina giocavano. La piccola fingeva di preparare il caffè in una tazzina di plastica per il suo papà. Al pomeriggio, dopo il pranzo, il papà tornava al lavoro, ma prima allestiva uno spettacolo di burattini per la sua bambina e per le due sorelline, amiche del pianerottolo. Il teatrino di legno, smontabile, era modesto e meraviglioso. I burattini avevano vesti di colori vivaci. La piece più rappresentata era intitolata Lo spavento in cucina.  Un malandrino, vestito da Pulcinella, tentava di rubare il formaggio in cucina, spaventando una signora che chiamava aiuto a gran voce.  Arrivava un gendarme baffuto, in alta uniforme, che attestava il colpevole. Il pubblico  applaudiva allegramente. Poi il papà  tornava al lavoro. Com'è bella la vita.